Risposte
Qual'è il significato spirituale del coma?
Una possibilità di scelta
Il coma è una possibilità di scelta che l’essere umano riceve, come dono dal Padre, per migliorare la propria vita terrena; un privilegio che Dio ci concede per poter testimoniare che la nostra discesa sulla Terra è fatta per amore.
Attorno all’essere in coma, ruotano decine di persone: medici che si accaniscono su quel corpo per cercare di farlo ritornare in vita, parenti che piangono, che sperano e si disperano. Scende poi il silenzio rotto solo dal suono ritmico dei macchinari della sala di rianimazione. E...si attende...si attende il risveglio o la morte. Per chi è al capezzale, il tempo sembra non passare mai, scorrono lente le sequenze di tutta una vita, le gioie, i dolori, i ricordi legati a quell’essere e non si ha più la capacità di leggere il presente perché il dolore ce lo vieta. Le ore sembrano non trascorrere mai per chi cerca anche solo un piccolo segno di vita.
Per quell’essere il tempo non ha tempo, guarda il suo corpo esanime e non prova alcun dolore, solo stupore per quella strana sensazione in cui è immerso. Il distacco dalla materia lo isola da qualsiasi emozione di tristezza, da qualsiasi sensazione dolorosa. Cerca di toccare il suo corpo ma la mano scivola via, lo guarda senza comprendere il motivo per cui rimane in quella posizione statica cerca di scuotere quel corpo senza vita ma nessun gesto sembra risvegliarlo. Il respiratore artificiale segue il movimento cadenzato della pompa che sostituisce quello dei polmoni, il battito cardiaco viene segnalato da un elettrocardiogramma e quell’essere è legato alla vita da un filo sottilissimo. Il protagonista, come spettatore, guarda tutto ciò che sta avvenendo e ha l’impressione che il suo corpo non gli appartiene. E’ cosciente, perché vede, sente ma nessuno si accorge di questa realtà.
Nel momento della frattura tra corpo e spirito, l’essere vivente che vive nella Luce, riflesso spirituale dell’essere umano, gli mostra ciò che avverrebbe se lasciasse definitivamente la materia. Il corpo si assottiglierebbe e non avrebbe più muscolatura, fluttuerebbe in un mondo di Luce e la mente sarebbe la ricopertura del suo spirito, l’anima si vestirebbe della sua nuova identità e viaggerebbe felice in luoghi profumati di pace e il suo cammino si colmerebbe di sapienza. L’essere vivente nella Luce mostra all’essere vivente nella materia la sua appartenenza con l’origine e il mondo che in realtà non ha mai lasciato. Contemporaneamente proietta l’immagine della vita terrena che ancora deve condurre perché la sua prova sia terminata. Il ciclo della vita è l’insieme delle due realtà: spirituale e terrena. L’essere in stato di coma prende visione del mondo sublime a cui appartiene, un mondo esente da ogni dolore, colmo di amore e di armonia, comprende perfettamente che la sua vita sulla Terra deve essere modificata perché è cosciente della sua appartenenza a Dio. L’essere umano, anche se attratto dalla materialità della vita terrena, sceglierebbe subito di rimanere in quel mondo, ma l’essere vivente gli fa presente che tutto ha un tempo prestabilito e che non appartiene alla nostra volontà terrena.
Si ritorna alla Luce quando si termina tutto ciò che si deve compiere durante il nostro percorso terreno. Si ritorna con un bagaglio spirituale, che è frutto di tutte le nostre esperienze: sofferenza, errori, accettazione delle prove.