Risposte
Il suicidio è una scelta o un incidente di percorso?
Non siamo soli
Scegliamo il percorso della nostra vita terrena in Spirito.
Conoscenti la verità, preferiamo scegliere un percorso con difficoltà e sofferenze perché conosciamo che la sofferenza ci purifica, ci evolve e una volta ritornati nella Luce la sofferenza e l’accettazione delle prove, saranno il nostro bagaglio spirituale da presentare a Dio che si aggiungerà ad un bagaglio già esistente in Spirito e completerà il nostro cammino evolutivo nella Luce.
Quando scendiamo sulla Terra, non abbiamo memoria della scelta fatta in spirito e davanti ad un percorso irto di difficoltà, potremmo anche non essere in grado di continuare la scelta fatta prima della nostra discesa. Durante tutto il tragitto terreno, il nostro essere vivente che è nella Luce, ci avverte, ci aiuta, ci indica il percorso giusto da compiere ma a volte non ascoltiamo le indicazioni del nostro Spirito e pensiamo di essere SOLI a dover scegliere.
Ci uccide la paura
La nostra mente in stato confusionale non comprende la scelta da compiere e a volte si decide di porre termine all’angoscia e alla disperazione, con un atto tragico. Il suicidio sembra l’unica via d’uscita per porre fine ad una sofferenza lancinante, togliendoci la vita, toglieremo anche la sofferenza dal nostro cuore e metteremo fine alla sofferenza di chi ci ama. L’essere umano è in uno stato di grande frustrazione, sia a livello psicologico che fisico, fondamentalmente ha paura. La paura vieta ogni reazione, blocca qualsiasi azione o ragionamento logico, offusca il pensiero che diviene negativo. Prima dell’azione dell’uomo ci uccide la paura. L’uomo è incapace di pensare ad altro e il pensiero suicida diviene nella nostra mente pensiero ripetitivo, batte nella nostra mente come un martello nel muro, sì, perché la nostra coscienza si irrigidisce come un muro. NULLA DI PIU’ DISTRUTTIVO.
La morte causata dalla nostra volontà umana e non dalla scelta del nostro Spirito, ci allontana dall’evoluzione, si rimanda solamente nel tempo un percorso che dovremo comunque rifare sino a quando non supereremo l’ostacolo che ci ha bloccato, che ha vietato la nostra evoluzione. E’ UN INCIDENTE DI PERCORSO. Il suicidio non è una scelta fatta prima di scendere, perché lo Spirito riconosce la vita come un dono di Dio e non potrebbe mai rifiutarla. Stanchi, sofferenti, ci accingiamo a compiere l’atto estremo come atto liberatorio a tutte le nostre sofferenze, non pensiamo ad altro che a liberarci di un peso troppo grande che blocca ogni nostra volontà di reazione. L’essere umano è divenuto così strumento del male perché nelle difficoltà, non prega, non chiede aiuto a Dio. L’uomo non considera Dio, il Padre ma il giudice pronto a condannare ogni nostro errore.
Giudici di noi stessi
DIVENTIAMO COSI’ GIUDICI DI NOI STESSI ma purtroppo non usiamo né compassione né misericordia nel giudicarci e ascoltiamo il giudizio del maligno che ci condanna a morte. Nel momento dell’atto estremo la nostra mente è vuota, siamo incoscienti e ci abbandoniamo fra le braccia del buio. Dio perdona questa nostra debolezza perché conosce il dolore del nostro cuore. Come bambini spaventati cerchiamo aiuto senza sapere quale direzione prendere, siamo completamente al buio, ma Dio nella sua infinita misericordia, ci attende nel mondo dell’amore universale e ci dona la Luce che abbiamo perso. Una volta giunti nella dimensione dove tutto è amore, Dio ci accoglierà come un Padre, e attraverso il suo perdono, noi capiremo l’importanza della vita e delle tribolazioni. Esseri di Luce: gli angeli della compassione, ci aiuteranno a comprendere il percorso da compiere, vedremo ripetutamente il gesto commesso e sentiremo nel cuore il dolore che abbiamo causato. Solo quando avremo pienamente compreso il gesto compiuto potremo partecipare alla gioia comune a tutti i Figli di Dio, nella Pace più completa.